Sono ancora molti gli italiani che considerano il TFR un “salvadanaio” intoccabile, un capitale sicuro da lasciare in azienda fino al giorno delle dimissioni o della pensione.
Ad alimentare questa convinzione è soprattutto la regola di rivalutazione stabilita per legge: l’1,5% fisso più il 75% del tasso di inflazione annuo.
Ma è davvero così conveniente come crediamo, o questa falsa sicurezza ci sta facendo perdere delle opportunità preziose?

TFR: in azienda o in un fondo pensione?
Lasciare il TFR in azienda significa accontentarsi di un rendimento standardizzato, e spesso limitato. Trasferirlo in un fondo pensione permette, invece, di investire il capitale sui mercati finanziari.
È vero: i mercati sono volatili e, nel breve periodo, possono registrare fluttuazioni negative ma su un orizzonte temporale di lungo periodo un portafoglio diversificato ha storicamente sempre avuto grandi probabilità di offrire una crescita del capitale nettamente superiore.
L’impatto della tassazione
Un altro aspetto fondamentale, e spesso ignorato dai lavoratori, riguarda la tassazione al momento della liquidazione. In azienda, il TFR è soggetto a tassazione separata, calcolata in base all’aliquota IRPEF media degli ultimi anni, che può andare dal 23% al 43%. Più hai guadagnato negli ultimi anni di lavoro, più pagherai.
Nel fondo pensione, invece, la tassazione è agevolata. Si parte da un’aliquota del 15%, che si riduce dello 0,30% per ogni anno di partecipazione successivo al quindicesimo, fino a un minimo del 9%, raggiungibile dopo 35 anni di iscrizione.
Un esempio: con 100.000 euro accumulati e un’aliquota media del 30% sul TFR in azienda, le tasse ammonteranno a 30.000 euro. Se lo stesso importo fosse versato in un fondo pensione per vent’anni, l’aliquota agevolata scenderebbe al 13,5%, riducendo le imposte a soli 13.500 euro. Il risultato? Una differenza netta di oltre 16.000 euro.
Le novità introdotte 2026
La normativa del 2026 ha introdotto importanti cambiamenti per I lavoratori: I neoassunti del settore privato avranno 60 giorni dalla data di assunzione per comunicare la propria scelta tra lasciare il TFR in azienda, scegliere un fondo dedicato, o indicare una soluzione alternativa. Se non viene espressa una preferenza entro questo termine, scatta l’adesione automatica al fondo previsto dal contratto collettivo.
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