Aiutare un figlio che studia in un’altra città, dare un contributo economico a un familiare nell’acquisto di una casa o prestare una somma a un fratello sono gesti quotidiani, comuni, ma spesso sollevano un dubbio: inviare del denaro a un mio parente farà scattare dei controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate?

Esiste un limite massimo ai bonifici tra parenti?
Partiamo da una buona notizia: la legge italiana non fissa alcun tetto all’importo che si può trasferire a un parente tramite bonifico bancario.
Ciò che cambia con l’aumentare dell’importo trasferito è il livello di attenzione riservato all’operazione da parte degli istituti bancari. Pur non esistendo una soglia fissa che faccia scattare in automatico un accertamento, gli algoritmi bancari e i controlli incrociati del fisco monitorano costantemente i flussi anomali.
E, sebbene la Cassazione abbia ribadito che un semplice versamento non sia sufficiente a dimostrare un’evasione, doversi giustificare a posteriori costa tempo e serenità.
La soluzione migliore? Giocare d’anticipo, prima di inviare il bonifico, muovendosi con cautela e trasparenza.
L’importanza di una causale chiara
Uno degli errori più comuni è quello di inserire causali generiche o frettolose come “aiuto“, “regalo“, “varie” o addirittura lasciare il campo vuoto, mentre una causale chiara, trasparente e dettagliata spiega subito la natura della transazione e toglie ogni dubbio al fisco.
Ecco qualche esempio pratico di causali ben fatte: “donazione per l’acquisto della casa di Nome Cognome”, “contributo per spese universitarie”, “contributo per mantenimento di Nome Cognome”, “regalo per matrimonio”….
Un altro errore molto comune consiste nel frazionare una cifra importante in tanti piccoli bonifici vicini nel tempo per “non dare nell’occhio“. Sono proprio pratiche come questa a insospettire gli algoritmi bancari.
Allo stesso modo, è da evitare il prelievo di ingenti somme in contanti per poi farle versare al parente sul proprio conto: questo rende più difficile la tracciabilità, mentre il passaggio diretto da conto a conto resta sempre la strada più sicura.
Attenzione alle imposte di donazione e alle franchigie
Quando regali una somma di denaro a un parente, da un punto di vista fiscale stai effettuando una donazione, e ciò richiederebbe di applicare un’imposta di donazione.
Lo Stato, tuttavia, prevede ampie franchigie per le donazioni tra parenti:
- Coniugi e parenti in linea retta (genitori, figli, nipoti diretti): la franchigia è fino a 1 milione di euro (con un’aliquota del 4% solo sulla parte eccedente il milione). La franchigia è per singolo beneficiario: se un genitore dona 800.000 € al primo figlio e 800.000 € al secondo, entrambi rientrano interamente nella franchigia senza pagare alcuna imposta.
- Tra fratelli e sorelle: la franchigia scende a 100.000 euro per ciascun beneficiario (con un’aliquota del 6% sull’eccedenza).
- Altri parenti fino al 4° grado (zii, cugini, nipoti, cognati e affini): nessuna franchigia, e un’aliquota del 6%.
- Verso terzi: aliquota delll’8%, senza franchigia.
Muoversi con consapevolezza e curare la tracciabilità delle operazioni è la chiave per evitare contestazioni e proteggere il patrimonio di famiglia in ogni suo passaggio.
Se hai dubbi o vuoi analizzare la tua situazione specifica, puoi scrivermi a info@andreagiampaprivatebanker.it
